Ciao, sono Lisa, ho 33 anni e vengo da Recoaro Terme, un piccolo paese abbracciato dalle Piccole Dolomiti. Un posto immerso nel verde che ti insegna il respiro della natura e il valore della lentezza; un luogo bellissimo per ritrovarsi ma che, a un certo punto, ha iniziato a starmi stretto. È lì, tra quelle montagne silenziose, che ho capito una cosa fondamentale: per quanto sia dolce restare, la mia vera dimensione è partire.
Nata sotto il segno della Vergine e con l’agenda probabilmente codificata a colori, sono quella che pianifica i prossimi cinque anni mentre beve un caffè… e quando sento “massì, facciamolo a caso” la mia espressione diventa leggenda.
Da bambina sognavo di fare la veterinaria: sono quella che saluta prima i cani e poi, forse, i loro umani. Amo gli animali da sempre e, sarò onesta, comunicare con loro mi viene decisamente più naturale che con molte persone.
Ho frequentato il Liceo delle Scienze Sociali, dove la mia materia preferita era antropologia — forse già un indizio. Ho sempre avuto quella voglia lì, costante, di partire, di vedere altro. Poi la vita ha fatto qualche curva, io pure, e ho iniziato a lavorare presto tra i banconi dei bar e i ritmi della fabbrica: la strada è diventata quella dei fatti, della concretezza. Ma mentre le mani lavoravano, la testa era sempre altrove: mappe aperte, itinerari studiati nei minimi dettagli e viaggi progettati anche solo per il gusto di immaginarli. La voglia di scoprire il mondo non mi ha mai abbandonata, ma spesso la paura mi ha frenata, convincendomi a restare. Così i viaggi restavano piccoli, incastrati tra un impegno e l’altro… eppure, per me, erano ossigeno puro. Ogni volta che riuscivo a partire, anche solo per pochi giorni, sentivo di tornare finalmente a respirare.
Nel 2025 ho deciso di trasformare quella che era sempre stata una passione nel mio lavoro: mi sono iscritta ad un corso per diventare Travel Designer, con un lavoro fisso, un mutuo da pagare e la testa piena di sogni.
C’era tanta paura, sì, ma ancor più il desiderio di sentirmi viva.
Per me il viaggio è spazio, è aria nuova.
Ed è questo che oggi cerco di costruire per chi si affida a me.
Questione di priorità: Saluto sempre prima i cani e poi, se avanza tempo, i loro umani. Gli animali sono il mio primo linguaggio: capirli mi viene naturale, amarli è d’obbligo.
Azzurro nel DNA: Ho gli occhi azzurri e una devozione totale per questo colore in ogni sua sfumatura, dal cielo di alta quota all’oceano più profondo.
Piccole gioie (letteralmente): Ho una passione smodata per gli oggetti in miniatura e per le “cose ciccione”: non chiedetemi perché, ma mi rendono felice all’istante.
Cacciatrice di panorami: Quelli che ti tolgono il fiato e ti costringono a fermarti, anche se sei in ritardo sulla tabella di marcia.
Il gelato è una cosa seria: Non è un semplice dolce, è una missione. In ogni città cerco, assaggio e giudico il gelato migliore.
Mood Tropicale: Amo le fantasie esotiche, i fiori giganti e le piante rigogliose. Se c’è una foglia di palma, mi sento a casa.
Space Oddity: Saturno è il mio pianeta preferito. Non c’è un motivo logico, ma d’altronde non tutto deve averlo.
Colonna sonora: Cesare Cremonini. Le sue canzoni sono il filo conduttore perfetto tra le mie partenze, i miei ritorni e tutti i pensieri che ci stanno in mezzo.